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giovedì 11 giugno 2020

STEP #24

SINTESI FINALE

Ero un po' scettica quando mi è stato assegnato questo temine, poiché è un concetto molto vario e astratto. Se qualcuno ti chiedesse cos'è un codice, penso che nessuno di noi su due piedi saprebbe dare una definizione completa. 
A primo impatto il codice rimanda a un qualcosa di segreto, di cifrato ma ho scoperto che il codice ha innumerevoli significati che spaziano negli ambiti più vari (Accezioni).
Nello step linkato, si parte da un'accezione in bibliografia in cui si parla dei codici antichi, ovvero i manoscritti di cui ho ampiamente parlato nei codici miniati.
In ambito giuridico, abbiamo due diversi tipi di codice: civile e penale, il primo tratta delle conseguenze che hanno le infrazioni di tipo civile, appunto, e il secondo delle conseguenze in caso si commetta un reato e/o si danneggi un altro individuo.
Approfondendo ulteriormente scopriamo che può essere visto come insieme di simboli e caratteri usati in linguaggi di comunicazione come, per esempio, il codice Morse che è stato inventato per comunicare a intermittenza a distanza.
In informatica oltre ad essere utilizzato come sinonimo di 'password', si può parlare anche del codice di macchina che è usato per convertire informazioni in dati in modo tale che possano essere leggibili per la macchina che solitamente utilizza un codice binario, ovvero formato unicamente da due cifre (1,0).
In ambito commerciale abbiamo due tipi di codici: quello a barre (inventato da Norman Joseph Wooland) e il QR che è stato inventato sulla base del primo.
Infine, il concetto assegnato trova spazio anche in biologia con il codice genetico.
Scomponendo la parola, in 'Co dice' ho trovato l'spirazione per scrivere una storia inventata sull'origine della parola, dopo aver ricercato la vera etimologia del termine.
Questa è l'immagine che, a mio parere, intuitivamente fa pensare al codice. Nell'immagine infatti c'è la traduzione del termine preso in esame in diverse lingue.  
In seguito all'analisi delle accezioni del termine, ho approfondito spaziando negli ambiti più vari partendo da un qualcosa di presente nella nostra quotidianità: la pubblicità. In particolare, in quella da me scelta si analizza con semplicità e chiarezza un argomento che dovrebbe essere alla base di ognuno ma che purtroppo non sempre è così: il codice etico. Cosa sia il codice etico, cosa sia la giustizia è un problema che è stato discusso fin dall'antichità, infatti lo troviamo anche ne 'La Repubblica' di Platone.
Nella poesia 'Il codice a barre', l'autore ci dimostra come delle righe bianche e nere affiancate tra loro che identificano un prodotto possono essere viste in modo poetico quasi come se fossero viventi in particolare come se avessero un cuore e delle vene.  
Oltre allo spot pubblicitario, rimanendo in ambito televisivo, ho inventato una serie TV e ho scelto "Inferno", un film tratto dal romanzo di Dan Brown in cui il protagonista è alle prese con degli enigmi. Sempre dello stesso autore ho analizzato il 'Codice da Vinci', un romanzo che è diventato un best seller. 
Pur essendo spesso associato alla tecnologia, possiamo ritrovare il termine succitato nella mitologia con il codice di Hammurabi, pilastro fondamentale per la nascita di un codice legislativo.
L'abbiamo ritrovato in vari ambiti e non poteva mancare quello delle arti figurative: infatti il Kryptos è una scultura situata nel quartier generale della CIA. 
Era inevitabile trovare il vocabolo assegnato nel pensiero moderno e contemporaneo; per il primo l'ho ricercato nel filosofo Giordano Bruno e nella sua opera 'Ars Memoriae' mentre per quanto riguarda il pensiero contemporaneo ho scelto James Hillman con 'Il codice dell'anima'. Non poteva però mancare nel pensiero di un grande poeta come Giacomo Leopardi, ritroviamo infatti un idea di un codice di legge universale nello Zibaldone.
Il termine codice quindi non spazia solo negli ambiti più diversi ma anche nelle epoche più varie, infatti sia partiti dalla mitologia per arrivare ai giorni nostri. Possiamo ritrovarlo infatti anche nella nostra quotidianità in un fatto di cronaca, in particolare si parla dei codici sorgenti utilizzati come basi per l'ingegneria del software
Proprio nei primi mesi di quest'anno siamo stati colpiti da una pandemia che non poteva mancare nel nostro blog.

lunedì 8 giugno 2020

STEP #22

THE GAME CODE
Puntata 1
23 dicembre. Un freddo allucinante e poche cose da fare. Elisa decise di accendere il computer e iniziare a giocare a un nuovo videogame sui rompicapo, non ne aveva mai sentito parlare e appassionata com'era del genere non era una cosa facile, si sedette e avviò il gioco, conteneva un gran numero di livelli con diversi rompicapi ciascuno, "e secondo quanto dice è solo l'introduzione!" pensò sorridendo, le sue aspettative sul gioco erano appena salite, si buttò a capofitto sui rompicapi.

33 anni. Capelli castani, mossi, rasati sui lati. Simpatico ma impacciato con le donne: ecco chi è Giovanni, hacker informatico professionista.
Un giorno come tanti, stava andando al lavoro quando si imbatte casualmente su una ragazza a cui fa cadere la borsa e con essa tutto il contenuto. Dopo averla aiutata a raccogliere, la signora ringrazia e se ne va ma dimentica un foglio che Giovanni non fa in tempo a restituirglielo. Lo apre e ci trova scritto 5%3.
La trova strana come cosa ma sicuramente per la signora avrà un significato e si incammina per cominciare la sua giornata che sarà molto stressante.
Al lavoro infatti si scopre che i server sono bloccati e sono tutti super agitati, soprattutto il suo capo che sfoga le sue ansie su lui rinfacciandogli che, essendo lui il responsabile dell'ala informatica, il fatto di non avere evitato il problema era solo colpa sua e lo caccia malamente a casa. Quando arriva a casa, si accorge che qualcuno è entrato nel suo appartamento e ha dipinto sulla porta qualcosa: 3!. mentre la chiude si accorge che c'è un'altra sigla: 2!. Eppure non è stato rubato nulla...
si buttò sul letto esausto, ci avrebbe pensato l'indomani.
Anche la tua canzone preferita può essere insopportabile se ti sveglia alle 3 di notte nel mezzo di un sogno. Era il suo capo che aveva bisogno di lui. stavano cercando di rimettere operativi i server ma avevano un problema: non riuscivano a sbloccare una password ed essendo il migliore hacker dell'azienda era essenziale la sua presenza. 10 caratteri era l'unica cosa che sapevano. Passò tutto il giorno senza aver ottenuto grandi risultati, vicino al computer teneva un block notes con appuntato "5%3 3! 2!" non riusciva a togliersi dalla testa che fosse un qualcosa di importante, aveva deciso che ne sarebbe venuto a capo, ma prima doveva risolvere e trovare la password, aveva scoperto che i loro server erano stati attaccati da un hacker e, per quanto gli dispiacesse ammetterlo, era molto più bravo di lui: era riuscito a entrare e bloccare tutto senza lasciare tracce, un lavoro così pulito che stentava a credere fosse possibile.

Puntata 2
Decise che era ora di prendersi una pausa e andò a mangiarsi qualcosa, trovò uno snack al cioccolato. Mentre se lo gustava pensava al lavoro che lo attendeva, ormai aveva capito che doveva analizzare ogni carattere singolarmente, non sarebbe stato veloce.
Iniziò di buona lena ma pian piano un sospetto inizio a farsi largo nella sua mente e trovando man mano i caratteri corretti esso diventava sempre più probabile; stava trovando solo numeri e segni e l'idea che il suo codice e la password fossero collegati lo innervosiva, però dovette ammettere la possibilità. Decise quindi di escludere dalla ricerca le lettere questo avrebbe velocizzato enormemente la ricerca, dopo un po' di lavoro trovò così la password:
139%7?3747

Cliccò su "conferma", i server si sbloccarono e gli comparve sullo schermo uno strano messaggio...
Il messaggio diceva solo "complimenti, ecco la tua ricompensa per quando avrai finito: id icissvsvii".
Nient'altro, nè chi fossero, nè cosa volessero da lui.
Ora aveva la conferma che i bigliettini e la password fossero collegati e aveva l'impressione di aver solo cominciato.
Scrisse su un foglio il rompicapo che lo avrebbe accompagnato per diverso tempo ne era sicuro: "5%3 3! 2! 139%7?3747"
Se l'era sempre "cavata" con la decifratura e gli indovinelli di logica, da ragazzo erano quasi un suo passatempo, ma quello era il passato, bisognava vedere se si ricordava ancora come si faceva.
Iniziò a evidenziare i simboli uguali, aveva imparato a concentrarsi prima sulle più facili e utilizzare quanto appreso per decifrare le altre, decise di concentrarsi su "3! 2!" due parole da due lettere l'una e che finivano entrambe con la stessa lettera, poteva restringere molto il campo, si fece uno schema veloce con tutte le parole da 2 lettere erano gli articoli preposizioni aggiunse anche "lì e là"
il di un
la da là
lo in lì
le su
Provò velocemente le varie combinazioni ne trovò solo 3 che rispettassero le condizioni che aveva trovato,  "da là, di lì, in un".
aveva bisogno di ridurre le possibilità gli bastava una qualsiasi tra "3 2 !", a quel punto l'attenzione gli cadde sulla prima parola e sorrise: finiva con "3", questo gli dava un nuovo dato, 3 era una vocale, poteva escludere le prime due ipotesi e tenere "in un", ora toccava a quella di tre lettere bastava andare per tentativi, ricordandosi che terminava in "i" e che doveva aver senso facendole seguire la parte già trovata.
Provando e riprovando trovò come unica opzione "sei".Andò a prendersi un altro snack, stava diventando una dipendenza la sua, visto come erano finite velocemente le due scatole che aveva preso avrebbe fatto meglio a non comprarne per un po'.
Era ora di tornare sul suo codice cifrato, mancava la parte più difficile e lo sapeva.

Puntata 3
Elisa era ancora davanti al gioco, stava risolvendo un roMpicapo dietro l'altro, non si era quasi mai staccata dallo schermo da quando aveva cominciato. Sentì la porta aprirsi, era una sua amica dell'università che come ogni venerdì aveva portato una pizza da mangiare assieme. Stava finendo l'ultimo livello dell'introduzione ed era davvero ansiosa di vedere come sarebbero stati i livelli della parte successiva, la sua amica vedendola così presa le disse che l'avrebbe aspettata in cucina.
Quando risolve l'ultimo rompicapo e compare la scritta "ultimo livello completato, hai guadagnato un'indizio vuoi usarlo?" cliccò su "no" ma non ottenne reazione, peccato ma un solo bug non gli avrebbe rovinato l'esperienza con quel gioco.
Selezionò "sì" e si aprì una barra di caricamento, la pizza intanto l'aspettava.
Trovò la sua amica intenta a rubarle le patatine dalla sua pizza, la tagliò velocemente e si sedette a mangiare. 
Chiacchierarono per un bel po' quando squillò il telefono e andò a rispondere scocciata, la sua amica ridacchiò sentendo il tono con cui rispondeva probabilmente dettato dalla pizza che si stava raffreddando e pensandoci da quando la conosceva Elisa aveva sempre avuto reazioni un po' da bambina a volte, cosa che l'aveva sempre fatta ridere.

Erano ore che Giovanni ci pensava, quell'ultima parola era la più difficile, aveva sostituito e aveva ottenuto _ i _ e _ _ i _ _ _, aveva applicato lo stesso ragionamento della volta  precedente: l'ultimo carattere deve essere una vocale considerando che quelle già trovate rimanevano solo la "a" e la "o", avrebbe dovuto provare con entrambe e iniziare ad andare per tentativi, aveva già preso il dizionario ma era un po' che cercava inutilmente, doveva trovare parole che andassero bene, teneva vicino a sè un foglio con le sue due opzioni "_i _ea_ia_a" e "_i_eo_io_o" seguite dalla parola ancora cifrata "139%7?3747".
Alzò gli occhi al cielo forse per la centesima volta della giornata...e per poco non cadde dalla sedia, si strofinò le mani sugli occhi e quando riguardò il cielo era incredulo quando si accorse che una nuvola aveva cambiato forma improvvisamente, si leggeva chiaramente "9d", poi sotto i suoi occhi cambiò di nuovo, "1v".
Era come se qualcuno lo stesse aiutando!
Era assurdo ma tentare non costava nulla inserì le lettere corrispondenti e dalla versione che sostituiva il "7" con la "o" e con un pizzico si intuizione trovò la soluzione che lo lasciò di stucco e più confuso di prima.
"videogioco"
"sei in un videogioco"
Uno scherzo? Ma a che pro? Fare tanta fatica solo per prenderlo in giro? Non aveva senso, però l'alternativa di prendere il messaggio per vero era parecchio inquietante.
Si ricordò del "premio" ottenuto con la password..."id icissvsvii". Finora aveva solo cercato lettere e ora forse deve trovare i numeri, provò a decriptare usando l'alfabeto trovato in verso opposto: 39 3435515133
un numero di telefono!
Tremante compose il numero, ci furono 3 squilli, poi sentì rispondere in tono leggermente innervosito "pronto, sono Elisa cosa c'è?"

Mentre i due parlavano, il gioco in camera di Elisa aveva finito il caricamento e al suo posto una scritta comparve "the game has started" e in una didascalia più piccola in basso "missione: fallo uscire dal gioco, buona partita;)".

lunedì 25 maggio 2020

STEP #20

L'IDEA LEOPARDIANA DI UN CODICE DI LEGGI UNIVERSALE
Nella pagina 4439 dello Zibaldone, il 17 gennaio 1829 Giacomo Leopardi considerava che: 
“In questo secolo sì legislativo, nessuno ha pensato ancora a fare un codice di leggi, civile e criminale, utopico, ma in tutte forme, e tale da servir di tipo di perfezione, al quale si dovessero paragonare tutti gli altri codici, per giudicare della loro bontà, secondo il più o meno che se gli assomigliassero; tale ancora, da potere, con poche modificazioni o aggiunte richieste puramente dalle circostanze di luogo e di tempo, essere adottato da qualunque nazione, almeno sotto una data forma di governo, almeno nel secolo presente, e dalle nazioni civili ecc.”
Dalla seconda metà Novecento quella constatazione leopardiana sembra avere avuto eco in due importanti contesti.  
Il primo riguarda il progetto della Costituzione europea: “Predisposto da una Convenzione sul futuro dell’Europa, istituita nel dicembre 2001 con la Dichiarazione di Laeken, il primo progetto veniva approvato nel giugno 2003, a Bruxelles; la Conferenza intergovernativa del giugno 2004 approvava poi una versione consolidata provvisoria, denominata “Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa”, che i capi di Stato o di governo degli allora 25 paesi membri dell’UE e i loro ministri degli esteri firmavano il 29 ottobre 2004, a Roma.  
Il secondo progetto è quello studiato in ambito canonistico e cioè l’idea presentata nel 1965 da Papa Paolo VI di una Lex Ecclesiae fundamentalis, con la quale si intese proporre l’elaborazione di una magna charta che positivizzasse il principi e le regole della legge canonica di matrice universale e lasciasse poi alle realtà locali l’attuazione, secondo una sorta di principio di sussidiarietà verticale ante litteram.
 Nessuno dei due progetti, né quello della Costituzione Europea, né quella relativo alla Lex Ecclesiae fundamentalis, ha raggiunto lo scopo con l’adozione del relativo Codice. Rimane attualissima la considerazione che Leopardi annotò nel suo Zibaldone di pensieri il 17 gennaio del 1829; anzi, quella considerazione s’è fatta ancora più incisiva alla luce del progresso nelle scienze giuridiche e nella legislazione dopo quasi 190 anni da quello scritto del giovane di Recanati

giovedì 30 aprile 2020

STEP #12

ARS MEMORIAE
Ars memoriae ("L'arte della memoria") è un'opera in latino del filosofo Giordano Bruno pubblicata a Parigi nel 1582.
 L'arte della memoria ha bisogno di sostrati: i sostrati primi (i subiecta), cioè "spazi" dell'immaginazione atti ad accogliere i simboli adatti, ossia i sostrati apposti (gli adiecta) tramite l'operazione di uno strumento opportuno.
Bruno altera i nomi: il locus diventa subiectus e l'immagine simbolica diventa adiectus.
Con questi presupposti, l'autore costruisce un sistema che associa alle lettere dell'alfabeto immagini tratte sia dalla mitologia sia dalla quotidianità, in modo da rendere possibile la codifica di vocaboli e concetti secondo una particolare successione di scene nello spazio dell'immaginazione. Le lettere possono essere visualizzate su diagrammi circolari, o "ruote mnemoniche", che girando e innestandosi l'una dentro l'altra, forniscono strumenti via via più potenti.

Prima prassi
La prima prassi può essere utilizzata per memorizzare una sequenza di lettere qualsiasi.
Il sistema proposto da Bruno consta di ruote mnemoniche, ciascuna composta di trenta simboli (le ventitré lettere dell'alfabeto latino più quattro dell'alfabeto greco e tre dell'ebraico). Si devono immaginare tali simboli disposti lungo il bordo della ruota in senso orario. Per consentire la memorizzazione, Bruno associa a ogni lettera una possibile immagine, in modo che ogni sequenza da ricordare sia associata a una scena: memorizzando la scena e conoscendo il sistema di codifica, sarà allora possibile decodificando la scena risalire alla sequenza
  • La prima ruota si riferisce alla prima lettera della sequenza: Bruno definisce tali lettere agentes, perché si riferiscono a immagini di "attori".
  • La seconda ruota, che serve per la seconda lettera della sequenza, contiene le actiones, cioè le "azioni" che gli attori compiono.
  • La terza ruota contiene gli insignia ("insegna"), ovvero attributi che qualificano l'azione.

Le scene che Bruno propone per le prime due ruote (visualizzabili l'una dentro l'altra), e che quindi contengono ciascuna un personaggio attore e un'azione, sono:

  1. AA = Licaone a banchetto
  2. BB = Deucalione con le pietre
  3. CC = Apollo con Pitone
  4. DD = Argo col bue
eccetera, fino a 30: שש = Glauco con l'erba.
Immaginando ora di innestare la ruota degli attori e quella delle azioni l'una dentro l'altra e di far ruotare la ruota interna mentre l'esterna resta fissa, si ottengono nuove possibili combinazioni: ognuno degli attori potrà compiere una qualsiasi delle trenta azioni tipiche del personaggio agente prima associato

Seconda prassi
La seconda prassi è utilizzabile quando si vogliano ricordare termini completi.
L'artificio è simile a quello della prima prassi, con la differenza che ogni lettera deve essere ora intesa come associata a una vocale (le cinque dell'alfabeto latino), venendo così a rappresentare una sillaba della parola che si vuol ricordare. Ogni singola ruota corrisponde pertanto a 150 sillabe, che possono così essere individuate:
1: Aa – 2: Ae – 3: Ai – 4: Ao – 5: Au – 6: Ba ... 149: שo – 150: שu
A ognuna di queste combinazioni è associabile un'immagine, secondo la stessa metodologia indicata nella prima prassi. Per questa seconda prassi Bruno descrive quindi tre nuovi gruppi di immagini, così suddivisi:
  • Primo gruppo di immagini, corrispondente alla ruota degli inventori
  • Secondo gruppo di immagini, corrispondente alla ruota degli aggettivi
  • Terzo gruppo di immagini, corrispondente alla ruota delle cose

Con un sistema di cinque ruote si hanno in tutto 750 sillabe, cui sono associabili 750 immagini.

Bruno descrive infine un ultimo gruppo di 150 immagini, così suddivise:
  • 36 immagini zodiacali, divise in 12 gruppi di tre ciascuno
  • 49 immagini planetarie, divise in 7 gruppi di sette ciascuno
  • 1 immagine del Drago della Luna
  • 28 immagini delle Case della Luna
  • 36 immagini collegate alle Case della Luna
A esemplificazione delle immagini, ecco la descrizione della prima delle tre immagini zodiacali del Sagittario:
«Tiene la prima configurazione del sagittario un uomo tutto armato, che porta uno scudo nella sinistra, e nella destra una larghissima spada, al cui incedere la terra sembra tremare»
 (Bruno 2008, introduzione, pp. 192-193)

giovedì 9 aprile 2020

UN NUOVO LIBRO: IL CODICE
Intorno al II-III secolo dopo Cristo, lentamente, il rotolo è sostituito dal codice. Il codice è il libro come lo conosciamo oggi, un insieme di fascicoli legati fra loro e magari chiusi tra due copertine.

Di che materiale erano fatti i codici? 
Di papiro, come i rotoli, ma in seguito sempre più di pergamena (o membrana), cioè di pelle di agnello o di capra perché nel frattempo il papiro era diventato un materiale sempre più raro. La pelle era trattata per ammorbidirla e renderla adatta alla scrittura (era immersa nella calce, raschiata, levigata per ridurre al minimo le differenze fra il lato del pelo, più ruvido, e il lato della carne molto più liscio e morbido). Per scrivere pochi codici erano necessarie le pelli di un intero gregge.

Ma perché il codice lentamente sostituì il volumen?
Il codice è più maneggevole del rotolo ed è più adatto alla lettura privata. Da questo punto di vista il codice aveva un vantaggio notevole: consentiva al lettore di leggere con una sola mano o appoggiando il codice su di un leggio. Il lettore non aveva bisogno di occupare le due mani e, in questo modo, poteva scrivere note a margine del testo o tra una riga e l’altra.  Ma anche il codice di pergamena era ingombrante e pesante, la pe Ricordi quando ti ho detto che nelle biblioteche si scrive? Ebbene questo è molto più facile da quando il libro ha la forma del codice.  rgamena aveva uno spessore che impediva di rilegare molte pagine insieme. Quando nel tredicesimo secolo si diffuse la carta nacque una materia scrittoria straordinariamente leggera e a buon mercato. Così il libro, quando era ancora manoscritto, diventò sempre più piccolo, portatile, utilizzabile anche in viaggio.
Poi c’è un’altra cosa molto importante. Il codice coincide con la forma delle scritture sacre nelle religioni del libro, come la religione cristiana e musulmana. Infatti gli storici ci dicono che il codice è legato all’affermarsi del cristianesimo. Dopo il cristianesimo il codice consente di portare con sé un libro intimo come il messaggio di Cristo e di diffonderlo. La sacralità del libro è presente in tutte le immagini del cristianesimo. 

I codici miniati
Il codice miniato è un libro antico scritto a mano e decorato. Non era fatto di carta come i libri di oggi, ma di pergamena, ottenuta con pelli di pecora, capra o vitello trattata in modo da formare fogli su cui scrivere.
I primi manoscritti miniati ed illustrati li troviamo già nel V sec. d.C., tuttavia
libri e rotoli venivano decorati anche in epoca classica. Infatti, i rotoli di papiro
venivano decorati nell’antico Egitto ed in Grecia. La grande diffusione della
pratica di illustrare i manoscritti è comunque una conseguenza dell’invenzione del libro vero e proprio, cioè, il passaggio dal rotolo di papiro ai codici consistenti in fogli di pergamena rilegati insieme. 
Dopo la stesura del testo, terminato il lavoro da copista, il miniatore prendeva in carico il manoscritto decorando le lettere iniziali, i margini o anche l'intera pagina.

mercoledì 8 aprile 2020

STEP #7

Codice a barre
Onoriamo l’altissimo vessillo
che sventola sul regno della cosa
l’anima crittografica del prezzo
rosa del nome e nome della rosa
mazzo di steli, fascio
di tendini e di vene
– polso
per auscultare
il battito del soldo.
Valerio Magrelli

 In Codice a barre, il primo dei testi tratti da Didascalie per la lettura di un giornale (1999), il corpo - con i tendini, le vene e quanto costituisce il polso - sembra erompere nel testo gratuitamente e d’improvviso, inaspettato, mentre si parla di tutt’altro (appunto di un codice a barre).

domenica 5 aprile 2020

STEP #6

IL CODICE DA VINCI


Il codice da Vinci (The Da Vinci Code) è il quarto romanzo thriller dello scrittore Dan Brown. È il secondo romanzo, dopo Angeli e Demoni, che richiama in chiave critica la condotta della Chiesa cattolica e che ha per protagonista il professore Robert Langdon.

                                          

IL CRYPTEX
Il cryptex è un dispositivo immaginario descritto da  Dan Brown nel suo libro Il codice da Vinci, ipotizza che Leonardo da Vinci avesse inventato un meccanismo geniale, capace di tutelare meccanicamente un’informazione segreta.  Il termine cryptex è un neologismo coniato da Brown dalla fusione (sincrasi) di cryptology (crittologia) e codex (manoscritto).
 Nel racconto di Brown i personaggi cercano di accedere al segreto del Sacro Graal aprendo vari cryptex, contenuti uno nell'altro allo scopo di aumentarne la sicurezza. 
Nonostante nel romanzo si sostenga che la descrizione di tale oggetto sia stata trovata nei diari segreti dello stesso Leonardo da Vinci, non esiste alcuna prova di tale affermazione. 

Come funziona il criptex?
Il cryptex che compare nel racconto è descritto come un cilindro cavo formato da cinque dischi di marmo sovrapposti l'uno all'altro e tenuti insieme da una intelaiatura di ottone. I cilindri recano incise le lettere dell'alfabeto di modo che, ruotandoli, si possono formare parole di cinque lettere. Il cryptex funziona come un lucchetto a combinazione: se i dischi formano la parola corretta, delle tacche interne ai dischi si allineano, permettendo al cilindro di aprirsi. All'interno del cilindro possono essere contenute informazioni segrete, scritte su un papiro avvolto attorno ad una fiala di aceto: se si tenta di aprire il cryptex con la forza, la fiala si rompe e l'aceto corrode il papiro prima che possa essere letta.  


Curiosità
Il cryptex potrebbe essere aperto con una ricerca esaustiva: dedicando 8 ore al giorno per provare tutte le possibili combinazioni in modo meccanico, si riuscirebbe ad aprire il cilindro in meno di un anno (assumendo un alfabeto di 21 lettere e un tempo di un paio di secondi per ogni combinazione), ma si potrebbe essere fortunati e riuscire ad aprirlo molto prima.
Moderni metodi quali i raggi X permetterebbero di esaminare la struttura interna del cilindro, e di ricavare la combinazione.
Molto più semplicemente, si potrebbe mettere il cryptex nel frigorifero (od esporlo a rigide temperature invernali) per congelare l'aceto (che solidifica a -2 °C) ed aprirlo così con la forza bruta, senza bisogno di conoscerne la combinazione e senza pericolo di rovinare il papiro ivi contenuto.
Nel romanzo sopra citato però tutte queste ipotesi (tranne forse l'ultima) non sono applicabili poiché i protagonisti sono in fuga continua, hanno a disposizione poco tempo per trovare la combinazione e non hanno a disposizione mezzi come le radiografie.


REALTA' O FINZIONE?
Il romanzo è una stratificata opera che mescola realtà storica, finzione letteraria e cinematografica, teologia e teorie cospirative in un prodotto che ha suscitato notevole clamore al momento della sua uscita.
Il best seller ha rinfocolato il dibattito sull'attendibilità delle verità contenute nei vangeli apocrifi, soprattutto con riferimento alla tesi per cui Gesù avrebbe sposato Maria Maddalena  e avrebbe avuto dei figli da lei, di cui non vi è documentazione alcuna nel Nuovo Testamento e nelle altre fonti storiche.
 In un intervista alla CNN nel 2003, Dan Brown chiarisce
«Martin Savidge: Quando parliamo di Leonardo Da Vinci e del tuo libro, quanto è vero e quanto è inventato da te nella narrazione?

Dan Brown: Il 99% è vero. Tutto ciò che riguarda l'architettura, l'arte, i rituali segreti, la storia, tutto ciò è vero, i vangeli gnostici. Tutto ciò che... tutto ciò che è finzione, ovviamente, è che esiste un simbologista diHarvard chiamato Robert Langdon e tutte le sue azioni sono inventate. Ma il contesto è tutto vero.»


sabato 4 aprile 2020

IL CODICE CIVILE

Un codice è, nel campo della legge,  l'insieme di tutte le norme giuridiche sistematiche su qualche materia in modo unitario.
Il Codex Maximilianeus Bavaricus Civilis del 1756 fu il primo corpo di leggi usato per l'indicazione del codice civile. Il concetto si è evoluto nel tempo e, del XIX secolo, la maggior parte dei paesi hanno cominciato a emanare i propri codici civili.
Il primo codice civile moderno e che assomiglia più da vicino i codici attuali è il codice civile francese promulgato da Napoleone Bonaparte nel 1804. Napoleone voleva consolidare i diversi aspetti della tradizione giuridica francese in un corpo giuridico, in modo che la struttura giuridica del vecchio Regime ha perso i suoi effetti. 
Il Codice napoleonico ha ispirato e incoraggiato lo sviluppo dei codici civili della maggior parte dei paesi europeo e americano.

Il Codice civile italiano è un corpo organico di disposizioni di diritto civile e di norme giuridiche di diritto processuale civile di rilievo generale e di norme incriminatrici.
E' stato emanato nel 1942 e contiene al suo interno un totale di 2969 articoli che a loro volta sono suddivisi in comma, dovrebbe dunque costituire la raccolta di tutte le norme in materia di diritto civile. 
Il codice è costituito da norme di carattere ordinario, quindi significa che il suo valore è pari a quello di qualsiasi altra legge. 
La prima parte del codice presenta la costituzione italiana; in seguito vi è la disposizione sulla legge in senso generico seguita dal codice vero e proprio formato dai vari articoli
Nel Codice, in cui molti principi che si applicavano in materia di commercio sono stati estesi a tutto il diritto privato, è prevalsa la concezione unitaria, in modo che il Codice civile, assorbendo il Codice di commercio, regola tutti i settori dell’attività dei privati; e ciò perché il lavoro è considerato elemento essenziale dell’ordinamento giuridico e i rapporti economici sono riferiti nel libro del lavoro al concetto dell’impresa e dell’imprenditore, la cui disciplina assorbe una buona parte della materia che prima era regolata dal Codice di commercio, mentre un’altra parte, quella dei contratti, è regolata nel libro delle obbligazioni.