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martedì 12 maggio 2020

IL CODICE SORGENTE
Il codice sorgente (spesso detto semplicemente sorgente o codice o listato), in informatica, è il testo di un algoritmo di un programma scritto in un linguaggio di programmazione  preso all'interno di un file sorgente, che definisce il flusso di esecuzione del programma stesso, ovvero la sua codifica software (per estensione, l'espressione "codice sorgente" viene utilizzata anche per riferirsi a testo scritto in linguaggi informatici non di programmazione.

Esso dovrà essere opportunamente elaborato per arrivare a un programma eseguibile dal processore ponendosi dunque come punto di partenza ("sorgente") dell'intero processo che porta all'esecuzione del programma stesso da parte dell'hardware della macchina, e che può includere altre fasi.


mercoledì 29 aprile 2020

IL CIFRARIO DI BACONE
Cifrario di Bacon o baconiana cifra è un metodo di steganografia (un metodo di nascondere un messaggio segreto in contrasto con appena un cifrario ) ideato da Francis Bacon nel 1605. Un messaggio è nascosto nella presentazione del testo, piuttosto che il suo contenuto.
«Ad ciphras igitur veniendum. Earum genera haud pauca sunt: ciphrae simplices; ciphrae non significantibus characteribus intermixtae; ciphrae duplices literas uno charactere complexae; ciphrae rotae; ciphrae clavis; ciphrae verborum; aliae. Primo, universae literae alphabeti in duas tantummodo literas solvantur per transpositionem earum. Nam transposition duarum literarum per locos quinque differentiis triginta duabus, multo magis viginti quatuor (qui est numerus alphabeti apud nos) sufficiet.»
In poche righe, Bacone introduce il suo sistema cifrante basato su due lettere: a e b, opportunamente combinate in gruppi di cinque.
Per codificare un messaggio, ogni lettera del testo in chiaro è sostituito da un gruppo di cinque delle lettere 'A' o 'B'. Questa sostituzione viene effettuata secondo l'alfabeto del cifrario Baconian (dal latino), mostrato di seguito. 
   

 

Così, il messaggio chiaro viene cifrato nel messaggio intermedio, avendosi sostituito ogni suo carattere col gruppo di cinque lettere ad esso corrispondente: ad es., se il messaggio comincia con la parola Londinium, allora la sua prima lettera, la L, verrà sostituita con: ababa e così, analogamente, fino alla fine del messaggio chiaro.
Completata la cifratura del messaggio chiaro nel messaggio intermedio si procede al suo occultamento in un messaggio chiaro anodino con un’operazione di steganografia, cioè di dissimulazione nel messaggio apparentemente normale.

lunedì 20 aprile 2020

IL CODICE GENETICO


Il codice genetico è il sistema per cui le informazioni genetiche codificate nel DNA arrivano a operare la sintesi di tutte le proteine necessarie alla vita degli organismi. Il suo linguaggio si basa su un "alfabeto" molecolare rappresentato dalla sequenza dei nucleotidi del DNA, che viene tradotto nella sequenza degli amminoacidi di una proteina. Il codice genetico dispone di 4 "lettere" (le 4 diverse basi azotate) per specificare i 20 amminoacidi. Utilizzando gruppi di 3 nucleotidi (triplette, o codoni) si ottengono 4= 64 combinazioni diverse.


 Tre di queste triplette (triplette non senso) non corrispondono a nessun amminoacido: esse servono per segnalare la fine della catena proteica. La tripletta AUG indica l'inizio della catena proteica; a essa corrisponde anche l'amminoacido metionina. 
Si definisce gene la sequenza di triplette che codifica una proteina.

Il codice genetico è ridondante, poiché uno stesso amminoacido è codificato da più di una tripletta. Le triplette che codificano lo stesso amminoacido sono molto simili e generalmente differiscono solo per l'ultima delle tre basi. Ciò ha suggerito l'ipotesi che l'informazione fondamentale sia contenuta nelle prime due basi e che la terza serva a garantire una maggiore precisione. Il codice genetico è universale, dal momento che è identico in tutti gli esseri viventi.

Per molti amminoacidi  è segnato più di un codone (tripletta), per questo si dice che il codice è degenerato.

giovedì 9 aprile 2020

UN NUOVO LIBRO: IL CODICE
Intorno al II-III secolo dopo Cristo, lentamente, il rotolo è sostituito dal codice. Il codice è il libro come lo conosciamo oggi, un insieme di fascicoli legati fra loro e magari chiusi tra due copertine.

Di che materiale erano fatti i codici? 
Di papiro, come i rotoli, ma in seguito sempre più di pergamena (o membrana), cioè di pelle di agnello o di capra perché nel frattempo il papiro era diventato un materiale sempre più raro. La pelle era trattata per ammorbidirla e renderla adatta alla scrittura (era immersa nella calce, raschiata, levigata per ridurre al minimo le differenze fra il lato del pelo, più ruvido, e il lato della carne molto più liscio e morbido). Per scrivere pochi codici erano necessarie le pelli di un intero gregge.

Ma perché il codice lentamente sostituì il volumen?
Il codice è più maneggevole del rotolo ed è più adatto alla lettura privata. Da questo punto di vista il codice aveva un vantaggio notevole: consentiva al lettore di leggere con una sola mano o appoggiando il codice su di un leggio. Il lettore non aveva bisogno di occupare le due mani e, in questo modo, poteva scrivere note a margine del testo o tra una riga e l’altra.  Ma anche il codice di pergamena era ingombrante e pesante, la pe Ricordi quando ti ho detto che nelle biblioteche si scrive? Ebbene questo è molto più facile da quando il libro ha la forma del codice.  rgamena aveva uno spessore che impediva di rilegare molte pagine insieme. Quando nel tredicesimo secolo si diffuse la carta nacque una materia scrittoria straordinariamente leggera e a buon mercato. Così il libro, quando era ancora manoscritto, diventò sempre più piccolo, portatile, utilizzabile anche in viaggio.
Poi c’è un’altra cosa molto importante. Il codice coincide con la forma delle scritture sacre nelle religioni del libro, come la religione cristiana e musulmana. Infatti gli storici ci dicono che il codice è legato all’affermarsi del cristianesimo. Dopo il cristianesimo il codice consente di portare con sé un libro intimo come il messaggio di Cristo e di diffonderlo. La sacralità del libro è presente in tutte le immagini del cristianesimo. 

I codici miniati
Il codice miniato è un libro antico scritto a mano e decorato. Non era fatto di carta come i libri di oggi, ma di pergamena, ottenuta con pelli di pecora, capra o vitello trattata in modo da formare fogli su cui scrivere.
I primi manoscritti miniati ed illustrati li troviamo già nel V sec. d.C., tuttavia
libri e rotoli venivano decorati anche in epoca classica. Infatti, i rotoli di papiro
venivano decorati nell’antico Egitto ed in Grecia. La grande diffusione della
pratica di illustrare i manoscritti è comunque una conseguenza dell’invenzione del libro vero e proprio, cioè, il passaggio dal rotolo di papiro ai codici consistenti in fogli di pergamena rilegati insieme. 
Dopo la stesura del testo, terminato il lavoro da copista, il miniatore prendeva in carico il manoscritto decorando le lettere iniziali, i margini o anche l'intera pagina.

sabato 4 aprile 2020

IL CODICE CIVILE

Un codice è, nel campo della legge,  l'insieme di tutte le norme giuridiche sistematiche su qualche materia in modo unitario.
Il Codex Maximilianeus Bavaricus Civilis del 1756 fu il primo corpo di leggi usato per l'indicazione del codice civile. Il concetto si è evoluto nel tempo e, del XIX secolo, la maggior parte dei paesi hanno cominciato a emanare i propri codici civili.
Il primo codice civile moderno e che assomiglia più da vicino i codici attuali è il codice civile francese promulgato da Napoleone Bonaparte nel 1804. Napoleone voleva consolidare i diversi aspetti della tradizione giuridica francese in un corpo giuridico, in modo che la struttura giuridica del vecchio Regime ha perso i suoi effetti. 
Il Codice napoleonico ha ispirato e incoraggiato lo sviluppo dei codici civili della maggior parte dei paesi europeo e americano.

Il Codice civile italiano è un corpo organico di disposizioni di diritto civile e di norme giuridiche di diritto processuale civile di rilievo generale e di norme incriminatrici.
E' stato emanato nel 1942 e contiene al suo interno un totale di 2969 articoli che a loro volta sono suddivisi in comma, dovrebbe dunque costituire la raccolta di tutte le norme in materia di diritto civile. 
Il codice è costituito da norme di carattere ordinario, quindi significa che il suo valore è pari a quello di qualsiasi altra legge. 
La prima parte del codice presenta la costituzione italiana; in seguito vi è la disposizione sulla legge in senso generico seguita dal codice vero e proprio formato dai vari articoli
Nel Codice, in cui molti principi che si applicavano in materia di commercio sono stati estesi a tutto il diritto privato, è prevalsa la concezione unitaria, in modo che il Codice civile, assorbendo il Codice di commercio, regola tutti i settori dell’attività dei privati; e ciò perché il lavoro è considerato elemento essenziale dell’ordinamento giuridico e i rapporti economici sono riferiti nel libro del lavoro al concetto dell’impresa e dell’imprenditore, la cui disciplina assorbe una buona parte della materia che prima era regolata dal Codice di commercio, mentre un’altra parte, quella dei contratti, è regolata nel libro delle obbligazioni.

mercoledì 25 marzo 2020

IL CODICE MORSE

Il codice Morse, detto anche alfabeto Morse, è un sistema per trasmettere lettere, numeri e segni di punteggiatura per mezzo di un segnale in codice ad intermittenza e fu uno dei primi metodi di comunicazione a distanza.

Fu oggetto di studio di Samuel Morse dal 1835, ma venne realizzato dal tecnico Alfred Vail, suo collaboratore dal settembre 1837. 
Il codice Morse è stato il primo sistema moderno di trasmissione a distanza di messaggi. Ed è anche un ottimo sistema per mandare bigliettini segreti, che ormai nessuno, anche se li dovesse intercettare, sarebbe in grado di leggere.
Tuttavia, a differenza dei moderni codici binari che usano solo due stati (comunemente rappresentati con 0 e 1), il Morse ne usa cinque: 
  • punto (•)
  • linea (—) 
  • intervallo breve (tra punti e linee all'interno di una lettera) 
  • intervallo medio (tra lettere)
  • intervallo lungo (tra parole)

Ogni punto e ogni linea, disposti in una precisa sequenza, rappresentano una lettera o un numero, mentre gli intervalli rappresentano le pause , da quella breve (tra lettera e lettera), a quella media (tra una parola e l'altra), a quella più lunga (pausa tra le frasi).
Il codice Morse originale consisteva in combinazioni di punti e linee ognuna corrispondente a un numero. A sua volta ogni numero corrispondeva a una parola.
Vail sviluppò un sistema nel quale ogni lettera o simbolo veniva inviata singolarmente usando una combinazione di punti, linee e pause.
Il codice Morse fu subito considerato lo standard per la codifica delle informazioni ed ebbe un così ampio e incontrastato successo che restò lo standard fino al 1999.
Il costo di un messaggio telegrafato dipendeva dalla sua lunghezza, per questo vennero escogitati alcuni codici commerciali in modo da codificare intere frasi in gruppi di poche lettere che venivano poi inviati come singole parole. 
Per esempio: LIOUY ("Perché non rispondi alla mia domanda?") o AYYLU ("Non codificato chiaramente, ripeti più chiaramente").

Metodi di trasmissione
Il codice può essere trasmesso come tono audio, come segnale radio come impulso elettrico attraverso un cavo telegrafico, o come segnale meccanico o visivo (per esempio una luce lampeggiante).
La trasmissione in codice Morse può appoggiarsi a un segnale radio fisso senza modulazione. Richiede poca ampiezza di banda e agevola alquanto la comunicazione tra radioamatori che non usano la stessa lingua o che hanno grande difficoltà nella comunicazione a voce.