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domenica 5 aprile 2020

STEP #6

IL CODICE DA VINCI


Il codice da Vinci (The Da Vinci Code) è il quarto romanzo thriller dello scrittore Dan Brown. È il secondo romanzo, dopo Angeli e Demoni, che richiama in chiave critica la condotta della Chiesa cattolica e che ha per protagonista il professore Robert Langdon.

                                          

IL CRYPTEX
Il cryptex è un dispositivo immaginario descritto da  Dan Brown nel suo libro Il codice da Vinci, ipotizza che Leonardo da Vinci avesse inventato un meccanismo geniale, capace di tutelare meccanicamente un’informazione segreta.  Il termine cryptex è un neologismo coniato da Brown dalla fusione (sincrasi) di cryptology (crittologia) e codex (manoscritto).
 Nel racconto di Brown i personaggi cercano di accedere al segreto del Sacro Graal aprendo vari cryptex, contenuti uno nell'altro allo scopo di aumentarne la sicurezza. 
Nonostante nel romanzo si sostenga che la descrizione di tale oggetto sia stata trovata nei diari segreti dello stesso Leonardo da Vinci, non esiste alcuna prova di tale affermazione. 

Come funziona il criptex?
Il cryptex che compare nel racconto è descritto come un cilindro cavo formato da cinque dischi di marmo sovrapposti l'uno all'altro e tenuti insieme da una intelaiatura di ottone. I cilindri recano incise le lettere dell'alfabeto di modo che, ruotandoli, si possono formare parole di cinque lettere. Il cryptex funziona come un lucchetto a combinazione: se i dischi formano la parola corretta, delle tacche interne ai dischi si allineano, permettendo al cilindro di aprirsi. All'interno del cilindro possono essere contenute informazioni segrete, scritte su un papiro avvolto attorno ad una fiala di aceto: se si tenta di aprire il cryptex con la forza, la fiala si rompe e l'aceto corrode il papiro prima che possa essere letta.  


Curiosità
Il cryptex potrebbe essere aperto con una ricerca esaustiva: dedicando 8 ore al giorno per provare tutte le possibili combinazioni in modo meccanico, si riuscirebbe ad aprire il cilindro in meno di un anno (assumendo un alfabeto di 21 lettere e un tempo di un paio di secondi per ogni combinazione), ma si potrebbe essere fortunati e riuscire ad aprirlo molto prima.
Moderni metodi quali i raggi X permetterebbero di esaminare la struttura interna del cilindro, e di ricavare la combinazione.
Molto più semplicemente, si potrebbe mettere il cryptex nel frigorifero (od esporlo a rigide temperature invernali) per congelare l'aceto (che solidifica a -2 °C) ed aprirlo così con la forza bruta, senza bisogno di conoscerne la combinazione e senza pericolo di rovinare il papiro ivi contenuto.
Nel romanzo sopra citato però tutte queste ipotesi (tranne forse l'ultima) non sono applicabili poiché i protagonisti sono in fuga continua, hanno a disposizione poco tempo per trovare la combinazione e non hanno a disposizione mezzi come le radiografie.


REALTA' O FINZIONE?
Il romanzo è una stratificata opera che mescola realtà storica, finzione letteraria e cinematografica, teologia e teorie cospirative in un prodotto che ha suscitato notevole clamore al momento della sua uscita.
Il best seller ha rinfocolato il dibattito sull'attendibilità delle verità contenute nei vangeli apocrifi, soprattutto con riferimento alla tesi per cui Gesù avrebbe sposato Maria Maddalena  e avrebbe avuto dei figli da lei, di cui non vi è documentazione alcuna nel Nuovo Testamento e nelle altre fonti storiche.
 In un intervista alla CNN nel 2003, Dan Brown chiarisce
«Martin Savidge: Quando parliamo di Leonardo Da Vinci e del tuo libro, quanto è vero e quanto è inventato da te nella narrazione?

Dan Brown: Il 99% è vero. Tutto ciò che riguarda l'architettura, l'arte, i rituali segreti, la storia, tutto ciò è vero, i vangeli gnostici. Tutto ciò che... tutto ciò che è finzione, ovviamente, è che esiste un simbologista diHarvard chiamato Robert Langdon e tutte le sue azioni sono inventate. Ma il contesto è tutto vero.»


giovedì 11 giugno 2020

STEP #24

SINTESI FINALE

Ero un po' scettica quando mi è stato assegnato questo temine, poiché è un concetto molto vario e astratto. Se qualcuno ti chiedesse cos'è un codice, penso che nessuno di noi su due piedi saprebbe dare una definizione completa. 
A primo impatto il codice rimanda a un qualcosa di segreto, di cifrato ma ho scoperto che il codice ha innumerevoli significati che spaziano negli ambiti più vari (Accezioni).
Nello step linkato, si parte da un'accezione in bibliografia in cui si parla dei codici antichi, ovvero i manoscritti di cui ho ampiamente parlato nei codici miniati.
In ambito giuridico, abbiamo due diversi tipi di codice: civile e penale, il primo tratta delle conseguenze che hanno le infrazioni di tipo civile, appunto, e il secondo delle conseguenze in caso si commetta un reato e/o si danneggi un altro individuo.
Approfondendo ulteriormente scopriamo che può essere visto come insieme di simboli e caratteri usati in linguaggi di comunicazione come, per esempio, il codice Morse che è stato inventato per comunicare a intermittenza a distanza.
In informatica oltre ad essere utilizzato come sinonimo di 'password', si può parlare anche del codice di macchina che è usato per convertire informazioni in dati in modo tale che possano essere leggibili per la macchina che solitamente utilizza un codice binario, ovvero formato unicamente da due cifre (1,0).
In ambito commerciale abbiamo due tipi di codici: quello a barre (inventato da Norman Joseph Wooland) e il QR che è stato inventato sulla base del primo.
Infine, il concetto assegnato trova spazio anche in biologia con il codice genetico.
Scomponendo la parola, in 'Co dice' ho trovato l'spirazione per scrivere una storia inventata sull'origine della parola, dopo aver ricercato la vera etimologia del termine.
Questa è l'immagine che, a mio parere, intuitivamente fa pensare al codice. Nell'immagine infatti c'è la traduzione del termine preso in esame in diverse lingue.  
In seguito all'analisi delle accezioni del termine, ho approfondito spaziando negli ambiti più vari partendo da un qualcosa di presente nella nostra quotidianità: la pubblicità. In particolare, in quella da me scelta si analizza con semplicità e chiarezza un argomento che dovrebbe essere alla base di ognuno ma che purtroppo non sempre è così: il codice etico. Cosa sia il codice etico, cosa sia la giustizia è un problema che è stato discusso fin dall'antichità, infatti lo troviamo anche ne 'La Repubblica' di Platone.
Nella poesia 'Il codice a barre', l'autore ci dimostra come delle righe bianche e nere affiancate tra loro che identificano un prodotto possono essere viste in modo poetico quasi come se fossero viventi in particolare come se avessero un cuore e delle vene.  
Oltre allo spot pubblicitario, rimanendo in ambito televisivo, ho inventato una serie TV e ho scelto "Inferno", un film tratto dal romanzo di Dan Brown in cui il protagonista è alle prese con degli enigmi. Sempre dello stesso autore ho analizzato il 'Codice da Vinci', un romanzo che è diventato un best seller. 
Pur essendo spesso associato alla tecnologia, possiamo ritrovare il termine succitato nella mitologia con il codice di Hammurabi, pilastro fondamentale per la nascita di un codice legislativo.
L'abbiamo ritrovato in vari ambiti e non poteva mancare quello delle arti figurative: infatti il Kryptos è una scultura situata nel quartier generale della CIA. 
Era inevitabile trovare il vocabolo assegnato nel pensiero moderno e contemporaneo; per il primo l'ho ricercato nel filosofo Giordano Bruno e nella sua opera 'Ars Memoriae' mentre per quanto riguarda il pensiero contemporaneo ho scelto James Hillman con 'Il codice dell'anima'. Non poteva però mancare nel pensiero di un grande poeta come Giacomo Leopardi, ritroviamo infatti un idea di un codice di legge universale nello Zibaldone.
Il termine codice quindi non spazia solo negli ambiti più diversi ma anche nelle epoche più varie, infatti sia partiti dalla mitologia per arrivare ai giorni nostri. Possiamo ritrovarlo infatti anche nella nostra quotidianità in un fatto di cronaca, in particolare si parla dei codici sorgenti utilizzati come basi per l'ingegneria del software. 
Proprio nei primi mesi di quest'anno siamo stati colpiti da una pandemia che non poteva mancare nel nostro blog.