lunedì 25 maggio 2020

STEP #18

HILLMAN E IL CODICE DELL'ANIMA

James Hillman è stato descritto alternativamente come uno psicologo indipendente, un mago, un visionario, un maniaco e un Re-filosofo contemporaneo. Ha studiato con il grande psichiatra svizzero Carl Jung ed ha insegnato in varie università americane. 
Uno dei più grandi di questi misteri, secondo Hillman, è la questione del carattere e del destino.
Per decifrare il codice dell'anima e capire il carattere, la vocazione, il destino, nel suo best seller Hillman si ispira al mito platonico di Er: l'anima di ciascuno di noi sceglie un "compagno segreto" (daimon lo chiamavano i greci, genius i latini, angelo custode i cristiani). Sarà lui a guidarci nel cammino terreno. Eminenti modelli sfilano sotto l'occhio stregonesco di Hillman.
Ma nell'età della psicopatia il ruolo del protagonista spetta a Hitler: il suo demone gli ha cucito addosso la divisa di un prototipo, il criminale dei tempi moderni. Forse di tutti i tempi.
Nel suo recente bestseller "Il Codice dell'Anima" afferma che il nostro carattere e la nostra vocazione di vita sono qualità innate e che è la missione della nostra vita realizzare quelle spinte. La chiama "la teoria della ghianda", l'idea che le nostre vite sono formate da un'immagine particolare, come il destino della quercia è contenuto nella piccola ghianda. Ecco il suo pensiero trattao da un'intervista:
 
LONDON: Nel "Codice dell'Anima" parli di qualcosa che chiami la teoria della ghianda. Che cos'é?
HILLMAN: E' più un mito che una teoria. E' un mito di Platone, secondo il quale tu vieni in questo mondo con un destino, anche se usa la parola paradigma invece di destino. La teoria della ghianda dice che esiste un'immagine individuale che appartiene alla tua anima.
Lo stesso mito esiste nella Kabalah. Anche i mormoni ce l'hanno. Gli africani ce l'hanno. Gli induisti ed i buddisti l'hanno in maniera diversa— lo legano più alla reincarnazione e al karma— ma anche lì arrivi in questo mondo con un destino particolare. E' ben radicato negl'indiani d'America.
Così tutte queste culture in tutto il mondo hanno una comprensione simile dell'esistenza umana. Solo la psicologia occidentale non ce l'ha.
LONDON: Hai anche scritto che "il grande compito di ogni cultura è quello di mantenerci collegati agli aspetti invisibili". Che cosa intendi?
HILLMAN: E' un'idea difficile da presentare senza lasciare la psicologia ed entrare nel religioso. Non parlo di chi potrebbero essere gli invisibili o dove vivono o cosa vogliono. Non c'è una teologia su questo. Ma è l'unico modo che noi, esseri umani, abbiamo per estricarci dall'essere uomo-centrici e per restare collegati a qualcos'altro oltre l'umano.
LONDON: Dio?
HILLMAN: Si, ma non deve essere così elevato. 
LONDON: Il nostro richiamo di vita?
HILLMAN: Penso che il primo passo sia l'accettazione che ciascuno di noi abbia questa cosa.  Poi possiamo guardare indietro alla nostra vita e osservare gli incidenti e curiosità e stranezze e problemi e malattie, ed iniziare a vedere in quelle cose più di quanto abbiamo visto prima.
L'accettazione che tutti noi abbiamo un codice può sollevare delle domande, così che, quando accadono degli strani, piccoli incidenti, ti chiedi se nella tua vita ci sia in azione anche qualcos'altro. Non deve necessariamente essere un'uscita dal corpo durante un'operazione chirurgica, una cosa eclatante; o un tipo di magia elevata alla quale la nuova era spera di convincerci.

domenica 17 maggio 2020

STEP #17

ABECEDARIO DEL CODICE
Anagramma: Gioco enigmatico consistente nella trasposizione delle lettere di una 
                        parola in modo da formarne un'altra.
Binario: Sistema di numerazione che ha per base il numero 2 e che utilizza solo le cifre 0 e 1.
Criptare: Cifrare, spec. un segnale o un insieme di dati, così da renderlo indecifrabile a chi
                 non ne possiede i diritti d'accesso.
Decodificare: Nell'elaborazione automatica dei dati,  riottenere l'informazione originaria dal
                       codice in cui era stata trasformata.
Emblematico: Figura simbolica ordinariamente accompagnata da motto o sentenza.
Fiscale: Codice identificativo personale.
Geroglifico: Detto dei disegni convenzionali e stilizzati dell'antica scrittura egiziana e della
                      scrittura stessa.
Hammurabi: Sovrano babilonese.
Indecifrabile: Difficile o impossibile da decifrare.
Libro: Insieme di fogli contenenti un testo stampato  o manoscritto, rilegati da copertina.
Manoscritto: Codice scritto a mano anteriore all'invenzione della stampa.
Numerato: Segnato con un numero d'ordine.
Onore: Sistema di regole a cui attenersi in maniera ferrea.
Postale:Della posta, attinente al servizio delle poste.
QR: Quick Response (code)--> codice a risposta veloce
Regolamento:Complesso di norme per mezzo delle quali si dirige o si conduce qualcosa.
Segreto: Accessibile soltanto a pochi.
Telegrafia: Trasmissione e riproduzione a distanza di un messaggio codificato.
Univoco: Che ha un unico significato, che è suscettibile di una sola interpretazione.
Violare: Non osservare o non rispettare le disposizioni di una qualunque fonte di obblighi
                giuridici, morali e sociali.
Zoologia: Scienze che studia gli animali  nelle loro forme, funzioni, comportamenti,
                  ordinandone le specie secondo una sistematica.

venerdì 15 maggio 2020

STEP #16

NORMAN JOSEPH WOODLAND


Norman Joseph Woodland (1921-2012) è stato un ingegnere e inventore statunitense. È conosciuto per l'invenzione dei codici a barre, per i quali ottenne il brevetto nel 1952.



Nel 1948, insieme a Bernard Silver, studiò il modo di poter gestire in modo automatico la movimentazione degli articoli in un supermercato, come richiesto dal titolare dello stesso. Il decano dell'università bocciò il progetto, ma Silver ne informò Woodland che si persuase della fattibilità della cosa. Woodland prese alcuni articoli del supermarket e si recò nell'appartamento di suo nonno in Florida. La soluzione arriva durante una giornata al mare: Woodland comincia a disegnare sulla spiaggia dei punti e delle linee orizzontali, provenienti dal codice Morse e si accorge che se con le dita allunga in verticale quei segni, i tratti originati dai punti si trasformano in solchi più stretti che, accanto a solchi più larghi originati dalle linee, fanno di quel disegno un possibile nuovo codice. Su quella spiaggia ha preso forma quello che, da lì a poco, sarebbe diventato il codice a barre.
Dall’originale disegno fatto sulla sabbia quel giorno al mare da Norman Joseph Woodland e Bernard Silver non ne segue subito il codice a barre come lo conosciamo tutti noi. Dapprima si prova con un disegno a cerchi concentrici, ritenuto più adatto alla lettura da diversi angoli. Ma il sistema “lineare” delle barre risulta vincente.
Un insieme di segni grafici che può essere letto da più direzioni, senza che l’identificazione di un prodotto sia vincolata alla posizione nella quale si presenta alla cassa. 




mercoledì 13 maggio 2020

STEP #15


LE LEGGI DI MOORE

Prima legge di Moore
 «La complessità di un microcircuito, misurata ad esempio tramite il numero di transistor per chip, raddoppia ogni 18 mesi (e quadruplica quindi ogni 3 anni)»
La legge è nata da un'osservazione empirica di David House, direttore esecutivo della Intel.
Questa legge è diventata il metro e l'obiettivo di tutte le aziende che operano nel settore come Intel e ADM.
I limiti della prima legge di Moore starebbero solo nel raggiungimento dei limiti fisici imposti per la riduzione delle dimensioni dei transistor, e quindi della scala di integrazione, al di sotto dei quali si genererebbero effetti 'parassiti' indesiderati di natura quantistica nei circuiti elettronici. 
Tali capacità di integrazione e quindi di calcolo rendono possibile l'utilizzo di applicazioni informatiche sempre più complesse quali ad esempio quelle legate all'industria dell'intrattenimento quali i videogiochi oppure della computer grafica, mentre semplici applicazioni di calcolo matematico, se si esclude il calcolo scientifico ad alte prestazioni, sono soddisfacibili anche con meno risorse di calcolo.

Esempio:
Nel maggio del 1997 Intel lancia il processore Pentium II con le seguenti caratteristiche:
Frequenza: 300 MHz
Numero di transistori: 7,5 milioni
Nel novembre del 2000, ovvero 42 mesi dopo il lancio del Pentium II, Intel mette in vendita il Pentium 4 con le seguenti caratteristiche:
Frequenza: 1,5 GHz
Numero di transistori: 42 milioni

Seconda legge di Moore
«Il costo di una fabbrica di chip raddoppia da una generazione all'altra»
Egli fece quest'affermazione in base all'osservazione della dinamica dei costi legati alla costruzione delle nuove fabbriche di chip

martedì 12 maggio 2020

IL CODICE SORGENTE
Il codice sorgente (spesso detto semplicemente sorgente o codice o listato), in informatica, è il testo di un algoritmo di un programma scritto in un linguaggio di programmazione  preso all'interno di un file sorgente, che definisce il flusso di esecuzione del programma stesso, ovvero la sua codifica software (per estensione, l'espressione "codice sorgente" viene utilizzata anche per riferirsi a testo scritto in linguaggi informatici non di programmazione.

Esso dovrà essere opportunamente elaborato per arrivare a un programma eseguibile dal processore ponendosi dunque come punto di partenza ("sorgente") dell'intero processo che porta all'esecuzione del programma stesso da parte dell'hardware della macchina, e che può includere altre fasi.


STEP #14


Ogni giorno al telegiornale sentiamo notizie di ogni genere e non mancano notizie su furti e rapine.
Oltre a furti e rapine nei negozi e nelle banche a scopo di rubare del denaro, ormai non è raro sentire furti sui codici....e si parla dei più disparati: codici PIN delle carte di credito, codici sblocco di apparecchi elettronici, codici sorgenti, ecc..
In particolare riporto un articolo su questo terzo caso riportato: i codici sorgente.
Cliccando sul titolo verrete portati alla pagina dell'articolo in questione.


domenica 10 maggio 2020

STEP #13


L'INGEGNERIA DEL SOFTWARE
Per ingegneria del software (software engineering in inglese) si intende quella disciplina tecnologica e gestionale che riguarda la produzione sistematica e la manutenzione dei prodotti software che vengono sviluppati e modificati entro i tempi e i costi preventivati. 
L'ingegneria del software, quindi, si propone una serie di obiettivi legati all'evoluzione dello sviluppo del software (inteso come attività industriale) sia da un punto di vista tecnologico (per esempio attraverso la definizione di nuovi linguaggi di programmazione) che metodologico (per esempio il perfezionamento dei modelli di ciclo di vita del software).




Fino alla nascita dell'ingegneria del software, la realizzazione di prodotti per computer era una mera attività di programmazione eseguita attraverso l'applicazione di discipline come:
  • Algoritmi
  • Strutture Dati
  • Programmazione strutturata
  • Linguaggi di Programmazione
La programmazione consisteva soprattutto nel mettere insieme una sequenza di istruzioni di codice sorgente per realizzare compiti ben specifici.